Avviarsi verso una direzione, scegliendo ciò che è più aderente agli interessi di chi è in cammino.

METODO



Il modello educativo scelto per la progettazione educativa è lo sfondo integratore. Lo sfondo integratore consiste nell’identificare una tematica centrale che verrà poi approfondita con i bambini attraverso laboratori, atelier e campi di esperienza. Quando si lavora per sfondo integratore si può ricorrere all’utilizzo di uno o più mediatori, ovvero personaggi fantastici o reali che introdurranno argomenti e laboratori ai bambini attraverso un effetto di sorpresa e novità, che li coinvolga e incuriosisca. Il mediatore offre uno stimolo che parte dal concreto: una lettera, un libro, un oggetto lasciato in classe che stimola nei bambini interesse e curiosità per l’attività che si andrà a svolgere. l’apprendimento. Il bambino può identificarsi con il personaggio e creare con lui un legame affettivo che lo porta ad apprendere con maggiore facilità,il mediatore quindi funge da stimolo facilitatore dell’apprendimento.

Tutte le attività proposte saranno svolte seguendo come principi:

  • una motivazione forte e coinvolgente (un gioco, una sorpresa, un momento di osservazione o di esperienza)
  • un processo di apprendimento che parte dall’esperienza diretta e concreta della realtà: in seguito si arriva a verbalizzare il vissuto e a rappresentarlo graficamente
  • prevalenza della creatività e della libera espressione della fantasia
  • ruolo non direttivo dell’insegnate che offre ai bambini stimoli per far in modo che l’apprendimento si origini dalla scoperta, dalla sperimentazione, dalla collaborazione fra i bambini stessi.

In particolare la metodologia della scuola dell’infanzia riconosce come suoi connotati essenziali :

A) La valorizzazione del gioco: Il gioco costituisce in questa età una risorsa privilegiata di apprendimento e relazioni. Esso favorisce infatti rapporti attivi e creativi sul terreno sia cognitivo che relazionale, consente al bambino di trasformare la realtà secondo le sue esigenze interiori, di realizzare le sue potenzialità e di rivelarsi a sé stesso e agli altri in una molteplicità di aspetti, di desideri e di funzioni.

B) L’esplorazione e la ricerca: Le esperienze dovranno inserire l’originaria curiosità del bambino in un positivo clima di esplorazione e di ricerca, nel quale si attivino adeguate strategie di pensiero. L’insegnante, attraverso una regia equilibrata ed attenta, capace anche di interpretare e valorizzare i cosiddetti “errori”, guiderà il bambino a prendere coscienza di sé e delle proprie risorse, ad adattarsi creativamente alla realtà e a conoscerla, controllarla e modificarla, per iniziare a costruire, così, la propria storia personale all’interno del contesto in cui vive.

C) La vita di relazione: Il ricorso a varie modalità di relazione (nella coppia, nel piccolo gruppo, nel gruppo più allargato, con o senza l’intervento dell’insegnante) favorisce gli scambi e rende possibile un’interazione che facilita la risoluzione dei problemi; il gioco simbolico e lo svolgimento di attività complesse spingono alla problematizzazione, sollecitano a dare e ricevere spiegazioni. Un clima sociale positivo è favorito anche dalle qualità delle relazioni tra adulti e tra adulti e bambini. Quest’ultima richiede da una parte un’attenzione continua e competente ai segnali inviati dai bambini stessi e all’emergere dei loro bisogni di sicurezza, gratificazione e autostima e, dall’altra, la capacità di attivare forme flessibili, interattive e circolari di comunicazione didattica.

D) La mediazione didattica: La scuola dell’infanzia si avvale di tutte le strade e le strumentazioni che consentono di orientare, sostenere e guidare proceduralmente lo sviluppo e l’apprendimento del bambino. In questo senso, l’attivazione di abilità generali, di assimilazione ed elaborazione delle informazioni (memorizzare, rappresentare, comprendere relazioni spaziali e causali) ed il ricorso a materiali sia informali che strutturati, da manipolare, esplorare ed ordinare, innescano specifici procedimenti di natura logica ed avviano una sequenza graduata di occasioni, suggestioni e situazioni che consentono la conquista di una maggiore sicurezza e di una prima organizzazione delle conoscenze.


FINALITA'


La determinazione delle finalità della nostra scuola dell’infanzia deriva dalla visione del bambino come soggetto attivo, impegnato in un processo di continua interazione con i pari, gli adulti, l’ambiente e la cultura.

In questo quadro, la scuola dell’infanzia deve consentire ai bambini e alle bambine che la frequentano di raggiungere avvertibili traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia e alla competenza attraverso i diversi campi di esperienza (il corpo ed il movimento; i discorsi e le parole; lo spazio, la misura, l’ordine; le cose il tempo e la natura; messaggi, forme e media; il sé e l’altro).

UN’ORGANIZZAZIONE PER L’EDUCAZIONE

La strutturazione della giornata passa attraverso:

  • L’organizzazione della sezione: la sezione è composta da bambini di età omogenea. Questo permette la realizzazione di obiettivi e apprendimenti finalizzati, percorsi individualizzati e la valorizzazione del lavoro in piccoli gruppi, degli angoli, dei laboratori e degli atelier. Oltre a ciò, gli spazi comuni e la continua condivisione con bambini più grandi (infanzia 2 e 3) consente di allargare le esperienze e di ampliare le opportunità di scambio, di confronto e di arricchimento anche mediante occasioni di aiuto reciproco e forme di apprendimento socializzato.
  • Le attività ricorrenti di vita quotidiana: in una prospettiva di valorizzazione e di integrazione di tutte le esperienze formative, le attività ricorrenti di vita quotidiana rivestono un ruolo di grande rilievo, dal momento che il bambino sviluppa la sua autonomia e potenzia la sua abilità anche mediante comportamenti usuali ed azioni consuete. A queste attività, proprio in quanto costituiscono la trama visibile dell’organizzazione educativa dell’ambiente, attribuiamo uno specifico spazio nella programmazione scolastica.
  • La strutturazione degli spazi: lo spazio si carica di risonanze e connotazioni soggettive attraverso precisi punti di riferimento, rappresentati da persone, oggetti e situazioni che offrono al bambino il senso della continuità, della flessibilità e della coerenza.
  • La scansione dei tempi: il ritmo della giornata si determina in modo da salvaguardare il benessere psicofisico dei bambini tenendo nel massimo conto la percezione individuale del tempo e le sue componenti emotive, con particolare riguardo per quei bambini che possano trovarsi a disagio con le scansioni temporali proposte dalla scuola, ed essere soggetti più degli altri a fenomeni di affaticamento.



divisione in sezioni





"I bambini sono poeti: agiscono.
L’arte loro è agire la realtà.
I bambini sono flessibili, creativi. Sono pratici ma non rinunciano alla fantasia.
Sanno mescolare l’acqua del desiderio con la terra delle possibilità.
Grandi architetti dalle mani piccine,
mai dimenticano il cuore e il futuro.
I bambini hanno fiducia nel cambiamento, nello sviluppo
Anche se aspirano alla stabilità."

Maria Rita Parsi di Ladrone



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